Sessione 1 · 30 settembre 2026
La Piangente
Un Incarico Profumato di Cera e Menzogna
Il salone di Idris Quorlo odorava di cera profumata e di ambizione mal celata.
Le vetrine erano tirate a lucido, le cianfrusaglie disposte con la cura ossessiva di chi vuole sembrare più di quello che è. Oggetti da collezionista, roba di buona fattura ma senza vera utilità, ammassati come trofei di una vita spesa a stringere mani sbagliate. Il palazzo di Six Towers ospitava il gioielliere a un piano quasi tutto suo, il che diceva già molto sulle sue conoscenze.
Cordelia Sutton entrò con il suo faccione sorridente e gli occhi che catalogavano in silenzio ogni serratura, ogni finestra, ogni via di fuga possibile. Korb Boden la seguiva con la sua giubba marinaresca e il collo alzato, l'aria di chi pensa già a quello che verrà dopo. Myre Athanockh chiuse il gruppo con il cappuccio tirato basso sugli occhi completamente neri, silenzioso come una promessa di guai.
Quorlo era esattamente il tipo che ci si aspettava: ben vestito fino all'eccesso, bracciali e anelli che mescolavano pacottiglia e forse qualcosa di meglio, mani curatissime che stringevano un fazzolettino con cui si tamponava la fronte sudata. Quando Myre tirò indietro il cappuccio e lo fissò negli occhi, lui fece un saltino indietro che valeva più di qualsiasi risposta.
"Verrò al dunque in fretta, perché so che siete persone impegnate."
La storia era semplice, o almeno così la raccontava lui. Una cliente riservata aveva perso una spilla di famiglia, un gioiello chiamato la Piangente. Era finita nelle mani sbagliate, un corriere di poco conto di nome Cal Verren avrebbe dovuto consegnarla a un acquirente ignoto entro un paio di giorni, al numero 9 di Char Hollow. Bastava arrivare prima, spaventare il ragazzuolo, prendere la spilla. Cinque monete per il disturbo.
"Vi garantisco che sarà un lavoro liscio come l'olio," disse Quorlo con il suo sorriso unto.
"L'olio brucia molto spesso," rispose Cordelia, e lasciò il sacchetto vuoto dei biscottini sul tavolo come biglietto da visita.
Domande Senza Sale
Le Tre Dita uscirono da Six Towers con più dubbi che certezze e si divisero i compiti con la praticità di chi non ha tempo da perdere.
Korb andò a trovare Kael, il suo contatto, un farabutto di vecchia data con le mani in molte pentole. Il nome di Cal Verren gli strappò una smorfia di sufficienza: un idiotello pieno di debiti, uno che lavorava per chiunque pagasse abbastanza. Non il tipo a cui affideresti qualcosa di prezioso, a meno che non ti importasse granché di quello che gli capitava. Kael non sapeva per chi stesse lavorando stavolta, ma il quadro era chiaro: un disperato mandato a fare uno scambio in uno dei vicoli più bui di Doskvol.
Cordelia girò negli ambienti della ricettazione che conosceva, cercando qualcuno che avesse sentito parlare della Piangente. Tornò a notte fonda dalla finestra dell'abbaino, come suo solito, con le scarpe sporche di fango e nessuna informazione utile. Lo stufato della locanda dove aveva fatto domande era senza sale e senza risposte.
Myre non disse molto. Raramente lo faceva.
Zia Adelaide e il Profumo delle Bugie
Il giorno dopo le Tre Dita si presentarono a Brightstone, dove Adelaide Phroaig stava per uscire di casa con il suo cappottino da locanda. Una donna di mondo, con conoscenze nell'alta società e la lingua abbastanza sciolta da essere utile, abbastanza discreta da essere fidata.
La incontrarono mentre si preparava a far aspettare qualcuno che le stava col fiato sul collo, il che la mise di ottimo umore.
Cordelia inquadrò la questione con la sua solita eleganza obliqua: una nobildonna in lacrime per una spilla perduta, una storia di buon cuore in una città dove le storie di buon cuore non esistevano. Adelaide ascoltò, bevve il suo tè, e il giorno dopo riferì quello che aveva scoperto.
"Ho qualche dubbio, ma mio personale," disse, sistemandosi le mani in grembo. "La mia conoscente ha detto che parlandoci con questa signora, lei ha negato di aver mai detto nulla. Poi si è contraddetta. Questo mi sembra l'errore di un idiota, o di uno che non sa mentire come si deve."
La conclusione era scomoda ma netta: la signora stava raccontando palle. La spilla probabilmente non era mai stata sua.
"Quindi in questi giorni non sai se c'è qualcuno in particolare che gira da quelle parti?" chiese Korb.
"Chi diavolo è quell'idiota che va a fare uno scambio in un postaccio del genere?" rispose Adelaide, e la domanda rimase nell'aria come fumo di carbone.
Char Hollow, Numero 9
Quella sera le Tre Dita si mossero verso Char Hollow con il piano già deciso: entrare in silenzio, aspettare Cal Verren nell'ombra, prendergli la spilla prima che il suo contatto si facesse vivo. Semplice. Furtivo. La porta principale, perché non avevano altre informazioni sul luogo e perché erano, come disse Cordelia con una certa soddisfazione, abbastanza stronzi da non averne cercate.
Il vicolo al numero 9 era il tipo di posto che Doskvol produceva in abbondanza: buio permanente, canale fermo e nero come vernice, odore di ruggine e muffa. Le lampade erano morte da tempo. La porta pendeva su un solo cardine come un dente rotto.
Nessun suono dall'interno. Nessuna voce.
Solo un tic, tic, tic continuo e leggero, qualcosa che gocciolava sul pavimento di legno.
Entrarono.
Sul tavolo c'era una spilla d'argento. La luce della loro lanterna la trovò subito, perché il metallo sembrava quasi cercarla. Al centro del gioiello una gemma a forma di goccia, madreperla e argento fusi insieme, e da quella gemma cadevano a intervalli regolari piccole gocce quasi solide, perle minuscole che rimbalzavano tra le assi del pavimento e scomparivano nelle fessure.
Tic. Tic. Tic.
Sotto al tavolo, riverso a terra in una posa quasi serena, c'era un corpo.
La Piangente piangeva davvero.
E Cal Verren non avrebbe più consegnato niente a nessuno.
Fili aperti
- Chi ha ucciso Cal Verren e quando: il corpo era già lì quando le Tre Dita sono arrivate, il che significa che qualcun altro era passato prima di loro.
- La Piangente sembra un oggetto soprannaturale: gocciola perle in modo innaturale e continuo; Myre, sensibile alle entità soprannaturali, non ha ancora avuto modo di esaminarla da vicino.
- L'identità della cliente di Quorlo resta ignota: Adelaide sospetta che la storia della spilla perduta sia falsa e che la donna non ne sia la legittima proprietaria.
- Chi era il contatto di Cal Verren a Char Hollow: qualcuno doveva presentarsi quella sera per comprare la spilla, e potrebbe ancora arrivare.
- Idris Quorlo ha pagato cinque monete per un lavoro che sembrava troppo semplice: non ha nemmeno pagato un anticipo, e la situazione è già molto più complicata di quanto promesso.
- Kael ha ricordato a Korb che è in debito con lui: un favore non ancora quantificato, da riscuotere a piacimento.